Yui Himawari






- Buongiorno!-
- I ninja di guardia saltarono sulle sedie, non l’avevano sentita arrivare.
- Cercavo Tsunade sama – la ragazza spinse indietro i lunghi capelli biondi – devo parlarle urgentemente.
- Urgentemente?
- E di che cosa?
- A fine mese la montagna cadrà su se stessa distruggendo mezzo villaggio. Dobbiamo trovare il demone che la divora dall’interno.- Rispose tranquilla.
- I due si guardarono perplessi.
- Se mi lascia il nome le faremo sapere quando l’Hokage potrà riceverla.- Intervenne l’altro conciliante, in mano un blocco di carta e la penna.
- Non c’è tempo devo andare prima che sia tardi; senza degnarli di uno sguardo avanzò seguita dall’asinello su cui era legato un pacco multicolore.
- Mi scusi..!- Uno dei due la bloccò per un braccio- ho detto che non può andare!
- Si ho capito, però devo proprio andare!- Continuò la biondina senza scomporsi.
- L’asinello frattanto la precedeva tranquillo, la codina agitata con aria indolente, trotterellava soddisfatto.
- Fermi l’asino! - Gridò uno dei due esasperato.
- Non deve passare le ho detto..- urlò l’altro.
La ragazza non se ne dette per inteso continuando a camminare dietro l’asino, finchè di botto non si fermò inoltrandosi in una strada laterale.
L’asinello la seguì tranquillo.
I due ninia la raggiunsero immediatamente ; la ragazza era ferma davanti ad un campo incolto e arido.
Se ne stava immobile ascoltando qualcosa o qualcuno invisibile, ogni tanto annuiva.
- Le ho detto..-comincio il primo ninja.
- Cosa sta …- continuò il secondo.
- Questo campo è arido da circa tre anni- esordì, la fanciulla, puntando il dito sul terreno incolto – questo perché una persona malvagia vi ha seppellito la testa di un uomo che ha assassinato. La terra è addolorata da tutto ciò, e non permette all’erba e a nessun seme di attecchire.- Si voltò a guardarli.
I ninja si scambiarono occhiate: proprio nel loro turno doveva capitare sta pazza sfrenata?
- Va bene, non ci credete, capisco – la ragazza fece un cenno all’asinello che arrivò subito spedito – Kiku vai dove ti indica il kami e scava per favore.
- Il kami?- Sbalordi il primo ninja.
- L’asino?- L’altro osservò Kiku perplesso.
L’animale trotterellò tranquillo, e si posizionò quasi in mezzo al campo. Attese un poco, poi si spostò verso l’esterno. Il muso attento, lo sguardo fisso in un punto ben preciso, sembrava ascoltare qualcuno, poi con gli zoccoli scuri cominciò a scavare di buona lena in un punto stabilito.





Quando la fossa fu abbastanza fonda ,la ragazza si avvicinò e tratta una pala dal bagaglio multicolore continuò a scavare fino a far emergere un involto sporco e putrescente.
Si volse verso gli increduli -che ne direste di prendere la testa e darle sepoltura?
I due ninja erano pietrificati; guardavano la ragazzetta che teneva quella cosa in mano e non sapevano cosa dire, fare…
- Hei che succede qua?- Un anziano signore si affacciò dalla finestra che dava sul pezzo di terra incolto.
- Succede che se qualcuno seppellisce questa testa - la ragazza indicò l’involto che giaceva ai suoi pied i- da domani in questo campo germoglieranno persino i sassi.
- - ..ma va…- il vecchio si sporse esultante - ragazzina, hai trovato il sistema?- Si fregò le mani tutto contento. -Sono tre anni che è diventato improvvisamente sterile…l’ho concimato per bene, ho rivoltato la terra ma niente..
- Improvvisamente una mattina era tutto secco.
La ragazza sospirò spingendo indietro i lunghi capelli chiari – Bè, ci avevano sepolto la testa di un uomo malvagio ucciso a tradimento…la terra piangeva per il dolore!
- Ah.. certo..ovvio… –Arrivo!- Il vecchietto non si fermò a discutere di cose strane. Il campo avrebbe ricominciato a produrre, e questo andava benissimo. Chiuse la finestra precipitandosi dabbasso.
I due guardiani frattanto erano rimasti basiti, si guardavano cercando di trovare una spiegazione ad un problema decisamente illogico.
- Il vecchietto fece irruzione spezzando il pesante silenzio che si era improvvisamente creato. Si diresse subito nel suo campo e chinatosi aprì l’involto ai piedi della fanciulla: un’orribile testa mummificata faceva bella mostra di sé. – Eh ci credo che si è inaridito tutto. Richiuse velocemente l’involto guardando la ragazza..
- La bruci su una bella pira profumata, pregando per l’anima del defunto. Poi sparga le ceneri sul campo e già da domani vedrà spuntare semi.
Ciò detto la ragazza uscì dal campo riprendendo la via principale, l’asinello la seguiva con il muso vicino alla spalla, quasi le stesse raccontando qualcosa..
Lasciato indietro il vecchio che si profondeva in ringraziamenti, i due si affiancarono alla ragazza.
- Senta signorina..- cominciò il primo.
- Noi vorremmo…-continuò il secondo ninja.
Lei si fermò sorridendo; i grandi occhi verdi brillavano sul suo volto dorato - mi chiamo Yui, Yui Himawari!- Indicò i girasoli che le fermavano le trecce che le cadevano sul petto, i ricami sulla casacca - Himawari, va bene?





- Himawari?-Assentì il primo .
- Yui?- Concluse il secondo.
Lei proseguì lungo la strada, imperterrita.
- Senta…- insistette il primo ninja - Come sapeva dei tre anni?
- Della testa?- Insistette il secondo.
Lei sorrise, un sorriso dolce e tranquillo - è stato il kami del campo, mi è venuto a chiamare perché ha sentito la mia presenza; la voce del sangue.
I due si guardarono sconcertati.
- Io parlo con i Kami - chiarì Yui proseguendo verso il palazzo dell’Hokage.
- Con i Kami?- Il primo ninja si fermò titubante, forse aveva capito male.
- Cioè con gli spiriti.- Il secondo invece si stava appassionando alla questione.
- Certo, ma quelli della natura, non i morti!- specificò Yui.
- Ah ecco!- Confermò uno.
- Certo è chiaro….- Assentì l’altro.
Improvvisamente la ragazza corse verso un albero su cui erano arrampicati dei bambini – scendete immediatamente, sta per spezzarsi…quel ramo è fradicio dentro - gridò.
I bambini si fermarono un attimo interdetti, il ramo su cui erano seduti era il più grande dell’albero e non dava l’idea di volersi spezzare.
Le risero in faccia e continuarono a giocare.
Yui li guardò seccata - dovete scendere subito!- Insistette mentre i due ninja si erano avvicinati preoccupati.
- Ma che dici vecchia…- L’apostrofò un monello- come potrebbe rompersi questo ramo?
- Si, sì non si rompe..- altri due bimbi si dondolarono al ramo ridendo.
- Si romperà tra poco! – Dal bagaglio Yui estrasse uno strano attrezzo formato da funi appesantite all’estremità da pesi di ferro. Le fece roteare sopra la testa fra lo stupore degli astanti, poi le lanciò ed esse si avvolsero attorno ad uno dei bimbi che persa la presa scivolò dall’albero.
Kiku era già posizionato e il bimbo cadde sul morbido bagaglio. L’asinello girò il muso controllando il suo ospite.
- Ma che?- Il primo ninja aveva seguito la scena senza riuscire a capire.
- Non ci sarebbe un sistema meno..-continuò l’altro.
- Yui Himawari sciolse il bimbo e ripreso l’attrezzo cominciò a rotearlo di nuovo.
Vista la mala parata i bimbi scesero a terra.
Guardavano la ragazza con un misto di timore e rispetto.
Avevano appena messo piede a terra ,quando uno strano rumore fece aggricciare i nervi a tutti: una specie di gemito, uno schianto e con un tonfo sordo il ramo era a terra.
- Ecco, era marcio dentro, me lo aveva detto…- la ragazza arrotolò la corda e la ripose dentro il bagaglio. Era la calma personificata . - Qua sotto si è formato un ristagno d’acqua che lo sta infradiciando…
Non riuscì a finire di parlare che i ninja la trascinarono al palazzo dall’Hokage.
Kiku dovette aspettare fuori, ma per lui non era un problema; si trovò un prato pieno di soffioni e cominciò il suo pranzo.
Entrarono nel palazzo quasi di corsa, un ninja davanti, la ragazza nel mezzo e l’altro shinobi in retroguardia.
Avevano fatto pochi metri che Shizune li intercettò. - Dove state andando?- Esclamò con un certo cipiglio.
- La signorina Himawari deve parlare con l’Hokage!- Esordirono in coro gli shinobi e fattisi largo scortarono la fanciulla.
- Ma non si può- cominciò Shizune, cercando di ostacolarli.- Tsunade sama sta..
I ninja non le dettero ascolto, e senza neanche bussare introdussero la fanciulla.
- Predice le sventure…
- Parla coi kami…
Esordirono insieme tenendo ognuno per un braccio la ragazza.
L’Hokage alzò la testa dalle carte stupita da quell’insolita , quanto inaspettata intrusione.
- Buongiorno, mi chiamo Yui Himawari – la biondina sorrise sfoggiando una magnifica dentatura – la sua scrivania vorrebbe che lei le togliesse dal piano quella tazza bollente che la sta scottando nel punto in cui il terzo fece cadere della cenere rovente. –
Tsunade rimase pietrificata.
Per nulla turbata Yui si tirò indietro i capelli continuando a parlare - Anche se è in forma di scrivania il kami dell’albero è ancora vivo…
Tsunade rovesciò il te bollente sulla scrivania inzuppando le carte.
Il kami s’infuriò urlando contro di lei, a sentirlo però fu solo Yui che si tappò le orecchie guardando furibonda un punto imprecisato della stanza in cui lei poteva vedere lo spirito dell’albero.
- Visto che roba?-Esclamò il primo shinobi.
- E’ tremenda vero?-Continuò il secondo.
- Andate a fare la guardia! - Tsunade si rivolse ai due glaciale. – Stai calma, stai calma – si ripeteva mentalmente – andrà tutto bene!
Terrificati i due si volatilizzarono, lasciando Tsunade e Shizune con la nuova venuta.
- Bel trucchetto, d’accorda cosa vuoi ragazzina?- Tsunade era seccata per essersi lasciata cogliere di sorpresa; ma come poteva quella sconosciuta sapere della bruciatura provocata dalla pipa del terzo?
- Salvare Konoha; la vostra montagna viene rosa dal profondo delle viscere da un demone che lei stessa non riesce ad identificare. Tempo un mese le la montagna franerà sul villaggio.- Yui parlò tutto d’un fiato attendendo. Ormai conosceva a memoria la trafila.
Da quando era nata, aveva assistito a centinaia di scene simili ogni volta che lei o la sua famiglia cercavano d’aiutare qualcuno.
Se non fosse stato per il tormento che le davano i kami non si sarebbe scomodata a discutere con tanta gente.
- Perché dovrei crederti?-Esclamò Tsunade.
Yui Himawari sospirò rumorosamente. - Per movimentare la mia giornata, per farmi contenta, per essere un pochino originale?-
- Tsunade scoppiò in una sonora risata – va bene ragazzina, sei simpatica e hai messo il pepe alle mie flemmatiche guardie, ma..
- ..ma come faccio a crederti…-proseguì Yui imitando il tono dell’Hokage – potresti essere qui per scopi che non conosco , a caccia di denaro o altro guadagno..
- Tsunade e Shizune risero battendo le mani: che tipo quella ragazza!
- Yui sorrise inchinandosi – mettetemi alla prova, parlerò con i kami di questo villaggio così vi convincerete.
- Come mai parli con i Kami?E’ un’abilità innata?- domandò l’Hogake incuriosita.
- Abilità innata?- Esclamò la biondina sconvolta - direi una maledizione, e non innata; il nostro popolo è stato maledetto dagli spiriti dei boschi che aveva abbattuto, dai fiumi che aveva avvelenato, dalla terra che aveva inquinato.- Sospirò - la natura da noi duramente ferita si è vendicata distruggendo la città che i nostri bisnonni costruirono, e lasciando ai supersiti l’ indubbio piacere, di parlare con i kami della natura .
- Siete un popolo maledetto!- Esclamò Shizune sconvolta.
- Eh già proprio così – sospirò Yui affranta, aveva ripetuto quella storia centinaia di volte e cominciava a non poterne più - e non possiamo vivere insieme perché più siamo più si radunano i kami; a quel punto la confusione è talmente forte che rischiamo d’impazzire.
- Così viaggiamo separati e cerchiamo di mescolare il nostro sangue, con quello di altri popoli, in modo da diluire la maledizione. Perciò, se non vi dispiace, mentre vi aiuto cercherò anche marito!
Le facce dapprima sconvolte delle due donne si volsero al riso.
- Sono tutti come te quelli del tuo popolo?_ Damandò Shizune trattenendo una risata.
- Se intendete nomadi, sì, spiritosi non so…Da che ricordo io e mio fratello ci siamo alternati a viaggiare con i nostri genitori finchè non siamo stati in grado di cavarcela da soli.
- Loro erano spiritosi.- sospirò nuovamente pensando alla sua famiglia: aveva una gran voglia di abbracciare suo fratello Yue. E la mamma, e il papà. Le mancavano veramente tanto. Per fortuna riuscivano a rimanere in contatto grazie ai kami.
- Tu dici che la scrivania, - le parole di Tsunade interruppero i suoi pensieri - il kami del legno di ciliegio con cui è fatta la scrivania è qui?-
- Cosa volete sapere? Domandate, - rispose pronta la ragazza - ma prima il Kami vuole che allunghiate la mano sotto il piano del tavolo, la destra.
Tsunade eseguì titubante.
- Ora spostate di un palmo la mano verso sinistra.- Yui corrugò la fronte – date una botta secca e leggera.
Tsunade eseguì e da un piano nascosto uscì un fascio di fogli vergati dalla bella calligrafia del Quarto.
- Sono di Minato Namikaze e riguardano il demone a nove code. – Yui ripetè esattamente quanto dettole dal vecchio Kami rugoso. Nessuno conosceva l’esistenza del piano segreto perché costruito dal Quarto.
Tsunade passò a Shizune le carte, quanto detto dalla fanciulla rispondeva al vero.
- Bene, adesso direi che siete convinta!- Esclamò decisa, finalmente poteva cominciare a lavorare sul serio - mi serve una squadra di quattro elementi per penetrare all’interno della montagna. Non so di quanto tempo avremo bisogno, ci serve cibo, acqua, coperte per dormire, luce, corde.
Shizune prese appunti.
- Partiremo domani mattina all’alba; ora se non vi dispiace andrei a preparare la cena e a dormire. Yui accennò un inchino e preso congedo uscì tranquillamente dall’ufficio dell’hokage.
Le due donne la seguirono mentre si allontanava con andatura elegante e disinvolta , tutto nel suo modo di muoversi suggeriva calma e insieme energia.
Yui fu ben felice di aver sbrigato la parte più noiosa dell’incarico; seguendo il corridoio uscì all’aperto.
Non appena sentì l’odore della padrona, Kiku la chiamò.
-Sì, è veramente un bel prato - la ragazza carezzò l’asinello e sciolte le corde colorate, in un attimo il pacco multicolore si trasformo in una tenda rotonda a forma di cupola; era fatta di tessuto pesante e dipinta in vivaci colori rappresentanti fiori ed erbe.





Da un altro pacco uscirono coperte colorate che la ragazza stese all’interno.
Poi guidata dagli spiriti degli alberi trovò legna secca, alcuni animali morti da poco, tuberi e bacche in quantità, funghi.
Preparato un bel fuoco cucinò la sua cena solitaria.
I kami del bosco si allontanarono lasciandola riposare.

- No questo ragazzo non va bene!- Yui scartò Kiba Inuzuka – ha il vizio di scavare la terra con il suo gatsuuga e la montagna non lo vuole.
- ..ma dico adesso è uno spettro a decidere chi va in missione?- Borbottò il ragazzo smentre Akamaru ringhiava nervosamente.
- Non uno spetto, un kami!- Yui era seduta con aria noncurante davanti alla tenda; si stava concentrando per tenere a bada Yama, il kami della montagna un tipo irruente e insistente come non mai. Bisognava fare come diceva lui o non se ne sarebbe venuti a capo.
- Senti- Yui si rivolse all’aria – decidi tu chi vuoi portare e non farmi diventare matta.
- Certo che decido io- le urlò contro Yama- non vorrai che ci pensi quella vecchia dalle tette grosse?
Yui trattenne una risata.
- Ci pensi che mi hanno scolpito anche la sua faccia..- sbraitò Yama gonfiando i bicipiti ! Ah non far assolutamente venire il biondino: mi ha imbrattato quando era ancora vivo il terzo!
- Tu non puoi venire - ridendo Yui puntò il dito verso Naruto che s’imbronciò- Yama dice che quando era vivo il terzo lo hai tutto imbrattato.
Naruto arrossì andandosene infuriato.
- Yama vuole il clan Hyuga per via del byakugan che ci servirà nella montagna, il giovane Lee perché ci servirà la sua forza, anche se il kami degli alberi sono arrabbiati con lui per certi allenamenti, Shikamaru Nara per la sua intelligenza.
- Non possiamo darti entrambi gli Hyuga, porterai Neji della casata cadetta. Al posto di Hinata andrà bene Shino del clan Aburame.- Protestò Tsunade, un po’ seccata dall’idea di essere scavalcata da un invisibile kami.
- Yama dice che è d’accordo e che.. - Yui tacque entrando nella tenda dove sentirono un riso soffocato.
Ne uscì poco dopo portando in spalla uno zaino ricamato a vivaci motivi.- Sono pronta, ora Yama ci guiderà per un sentiero segreto.
Salutandosi a vicenda i giovani si misero in marcia seguendo la straniera.



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