La principessa Hoshime

(versione comica)




Inciampò.
Si rialzò a fatica, ma mise un piede male e cadde con la faccia avanti.
- Ma porco mondo! - Sbottò la ragazza massaggiandosi il nasetto.
Da quando era dovuta fuggire in fretta e furia, la sua vita, già notevolmente complicata, si era fatta decisamente pericolosa.
Si spolverò l'abito cercando di assumere un'aria un tantino più presentabile.
Erano due giorni che camminava, e i piedi le facevano decisamente male nonostante le morbide scarpine.
Sbuffò; era stanca e desiderava solo riposarsi.
Ma niente da fare; c'era quella gran seccatura del non doversi far prendere.
Ricordava ancora le grida accorate di sua madre -....no,no ...la tenuta da combattimento non è stata rimodernata...è ancora quella che usavo io...! –
Si fermò confusa… - No, non quel momento!- borbottò - Cercò di concentrarsi meglio. Dopo buoni quindici minuti, le venne in mente il volto stravolto di sua madre che dava gli ultimi ritocchi al suo vestito e cuciva qua e là con tenera sollecitudine. - Tua cugina Frisa reclama il suo diritto di nascita; vuole diventare regina al tuo posto. Non possiamo permetterglielo!
La principessa Stella del Mattino che Illumina il Cielo dell'Alba, scrutò il volto ansioso della madre - ah no? E perchè non possiamo?- Chiese perplessa.
- Perchè tu sei la legittima erede al trono, mentre tua cugina è la figlia dello zio. Per cui potrà ascendere al trono solo in caso di tua abdicazione e/o morte.- Spiegò compunta la sovrana cucendo alcune pieghe dell’abito che non cadevano bene.
La principessa rabbrividì sistemandosi i capelli scuri - ah, va bene... e perchè, visto che c'è una volontaria non posso cedere il trono a Frisa?-
Guardò la regina madre con aria supplichevole.- Giuro che per me non ci sarebbero problemi. Niente assemblee di stato, riunioni lunghissime, parate militari, carte da firmare...-
La regina rimase un attimo perplessa.
Guardò la sua splendida figlia avvolta in quell’ abito di seconda mano - accidenti, mi sa che hai ragione! – In un attimo le ripassò davanti la sua giornata tipo, sempre intenta a sfacchinare di qua e di là, lavorare su documenti intraducibili, riunioni interminabili; e che dire delle decisioni da prendere, con ogni ministro che aveva un’idea diversa? Improvvisamente si sentì più leggera. - Allora prepariamoci per l'abdicazione...
Stella del Mattino non fece in tempo a tirare un respiro di sollievo, che la governante si precipitò nella stanza segreta come una furia.- Presto, la principessa guerriera è pronta? Le truppe nemiche incalzano - portava trionfante le due scimitarre, simbolo regale tramandato da regina a regina, ben unte di veleno e luccicanti.
La balia era una fanatica della stirpe pura e del cerimoniale. Squadrò la mezza famiglia reale ferocemente.
- No, ecco, noi pensavamo... - cominciò la regina ben lieta che alla figlia fosse risparmiata l'onta di vestirsi in maniera tanto scialba, andadosene in giro per cercare giovani militanti pronti a rischiare la vita per la salvezza della dinastia.
-…presto; Frisa sta giungendo e voi dovete andare. Il sangue reale, la dinastia deve continuare! - Acchiappata la principessa le fermò sulla schiena la custodia delle armi e ve le infilò tutta soddisfatta.- Andate mia principessa e tornate con i ninja di Konoha! - Acchiappò la poveretta per un braccio e la trascinò attraverso cunicoli segreti.
Avanzava come un bisonte infuriato mentre Stella del Mattino cercava di ancorarsi ad ogni oggetto immobile -....senti Tata, possiamo lasciare perdere questa storia...Sai Frisa è così intelligente, competente!-
Le sue parole riecheggiarono nei corridoi di pietra .
-Tornate con i ninja di Konoha e salveremo il trono! - La governante, che doveva essere anche mezza sorda, la spinse fuori dal cunicolo chiudendo ermeticamente le porte del passaggio segreto.La povera principessa si ritrovò in mezzo al bosco senza sapere cosa fare.
Prima tastò in giro cercando di ritrovare il passaggio segreto.
Poi si ricordò che quello era solo per l’uscita.
Quello per entrare era dall’altro lato del bosco.
Intanto che lo cercava poteva rientrare dal portone principale del castello.
Sì poteva farcela!
Cominciò a camminare nel bosco, ben decisa a farla finita con quelle scemenze sulla stirpe reale.
Cammina cammina , quando calò il sole si rese conto che probabilmente aveva sbagliato direzione; o forse il castello si era notevolmente ingrandito.
Del passaggio segreto neanche la traccia!
Non ebbe tempo di pensarci su, perchè sei uomini armati cominciarono a lanciarle contro ogni sorta di armi strane.
La principessa rimase un istante basita, poi senza por tempo in mezzo, cominciò a correre come una forsennata, dribblando alberi rocce e quant'altro le sbarrava la strada.
All'alba di un nuovo giorno, si trovò chissà dove nel mezzo delle montagne.
Aveva solo un imperativo; trovare Konoha, dove risiedevano i parenti della governante: i famosi ninja.
A detta della Tata erano uomini favolosamente belli, in grado di fare incantesimi, di muoversi a velocità incredibile e possedevano armi volanti.
Sicuramente le avrebbero tolto gli scherani di Frisa dalle costole.
Dopo questo lungo escursus mentale, Stella si rese conto di essere in bella mostra in mezzo ad una radura di montagna, con tanto di alberelli e fiorellini.
Doveva assolutamente togliersi da lì; i suoi inseguitori potevano essere ovunque.
Nascondersi, doveva nascondersi, ma dove?
Ma forse poteva individuarli; il maestro le aveva insegnato una tecnica di ricerca.
- Ricerca!- Esclamò piena di enfasi chiudendo gli occhi.
Non accadde nulla; gli uccellini cinguettavano e il cielo era luminoso.
Ci pensò un attimo poi ricordò che doveva muovere le mani per formare dei cosi..i ...come si chiamavamo ...Ah ecco i sigilli!
Respirò profondamente come le aveva insegnato il maestro, poi cercò di concentrarsi
perbene - allora la mano destra si muoveva..la sinistra.. il dito mignolo, mentre il medio…- Trafficò un po' con le dite intrecciandole e aprendole finchè non le parve di aver composto un sigillo.
Lo ripetè correttamente e riprovò con il secondo...
Ci stava giusto lavorando, quando percepì l'odore dell’ acqua di colonia di uno dei suoi inseguitori.
L'olezzzo era così terribile che permetteva di individuare la persona a circa cinque metri di distanza.
Con buona pace della tecnica di ricerca, la fanciulla si inguattò in un cespuglio.
Chiaramente finì in un rovo, ma dovette starsene zitta visto che i suoi inseguitori erano ad un passo da lei.
Pregò tutti gli dei che conosceva, mentre ad ogni respiro le spine la pungevano crudelmente.
Quando credeva di non farcela più, finalmente i suoi inseguitori si spostarono cercandola nella valle sottostante.
Attese qualche minuto per essere sicura che se ne fossero andati, poi pian piano strisciò fuori dai rovi.
Per fortuna il vestito non si era strappato più di tanto, i capelli erano in ordine e le spine non le avevano rovinato troppo la pelle.
Le facevano male le spalle a furia di portarsi dietro quelle dannate spade.
Pescò un tonico dalla borsa dei medicinali.
Aveva un sapore orrendo, ma almeno le passò il mal di testa.
Sospirò stancamente.
Doveva orientarsi; estrasse la bussola e la mappa cercando di capire dove fosse.
L’ago segnava decisamente il nord; ora il villaggio era segnato come nord est, per cui doveva spostarsi un po’.
Mise a posto la mappa, e messa al collo la bussola camminò orientandosi con essa: fu così che cascò in un fossato.
Non era tanto profondo, ma umido e pieno di fango. Pensa che ti ripensa, alla fine per uscirne dovette ricorrere a tecniche estreme.
Si staracchiò ben bene, legò i lunghi capelli poi estratte le scimitarre le piantò nella parte usandole come punteruoli per arrampicarsi fuori di lì.
Scivolò un paio di volte, ma dopo un’ora era finalmente in cima al fossato.
Stava per uscire, quando quasi si trovò faccia a faccia con uno degli scherani inviati da Frisa.
- …eppure le tracce sono evidenti…- stava dicendo osservando le nitide impronte lasciate dalla principessa sul terreno umido e fangoso.
- Ma dai, e ora dove sarebbe, magari nel fossato? – Lo rimbeccò l’altro scocciato - … è chiaro che quella furba ci ha seminati. Non dimenticare che è della casata reale. Sono guerriere astute. Anzi se non ci diamo una mossa non la prenderemo mai!
Si scambiarono ancora qualche battuta, mentre appesa come un salame, Stella aspettava il momento buono per potersi arrampicare fuori.
Chissà perché le sembrò di vivere un dejà vù.
Finalmente riuscì ad uscire da quel malnato ricettacolo di fango con una sola priorità: trovare un fiume.
Completamente dimentica di ogni altra cosa, si trascinò imprecando nella foresta.
Da quando era partita non gliene andava bene una ; aveva una gran voglia di tornarsene a casa!
Sfortunatamente non riusciva ad orientarsi su quella dannata carta topografica e non riusciva a ricordare come si usasse la bussola.
Ma chi aveva detto che le principesse oltre a governare il paese, sposare il principe giusto, essere belle buone ed eleganti, dovessero anche saper combattere e orientarsi.
Ecco chi l’aveva detto! Chi? Ah già, Sole del meriggio, la principessa innovatrice intelligente, bella buona ed elegante della storia del Paese del Sole.
Sospirò rumorosamente continuando a camminare rapidamente.
Il fango le si stava cementando addosso; una vera schifezza.
Senza sapere ne come ne perche si ritrovò in riva ad un laghetto.
In lei la prudenza non avevano mai albergato, per cui si immerse in acqua , completamente vestita cercando di togliersi di dosso tutto il fango.
Lavò le scimitarre e le ripose nei foderi, poi si strofinò vigorosamente l’abito cercando di ritornare presentabile.
Quando ritenne di essere a posto se ne uscì strizzandosi l’abito e i capelli.
Almeno si era rinfrescata un poco.
Il sole splendeva alto e torrido; era la fine di agosto e il caldo non accennava a diminuire.
Stava giusto rassettandosi quando si rese conto di essere entrata in acqua con la borsa dei medicinali e che conteneva anche la mappa per Konoha.
Rapidamente se la sfilò controllando i danni; la mappa era zuppa, i medicinali erano avvolti in involucri impermeabile ed avevano resistito.
- Magari un bel fuocherello – prese la mappa cercando di capire se le potesse tornare ancora utile. Era diventata una massa compatta e molliccia che non prometteva nulla di buono.- Vabbè, ma tanto non la so usare! - Borbottò esasperata. Poi riempì la borraccia, mangiò un po’ delle provviste zuppe , che teneva nell’altra sacca e riprese a camminare.
In realtà stare immobile al sole la stava cuocendo come un arrosto. Riprese a camminare mentre i iedi sciaguattavano nelle scarpe zuppe.
Erano ridotte in uno stato miserando. Se le tolse e le infilò nella sacca. Nel suo paese spesso camminavano scalzi per cui..
- Anzi, va molto meglio, si disse dirigendosi verso le montagne che spuntavano all’orizzonte.
Era l’unico punto di riferimento che ricordasse.
Per sua sfortuna se lo ricordavano anche i ninja della pioggia, assoldati da Frisa e ben istruiti.
Prepararono una bella trappola proprio prima del villaggio di Konoha atendendo che Stella del Mattino arrivasse.
Peccato che la fanciulla cercando unfiume o un corso d’acqua avesse superato il versnte di konoha dirigendosi oramai verso il lato opposto delle montagne.
Ma non era preoccupata; questo lo si doveva la suo innato c ottimismo e alla fiducia negli dei.
Ci avrebbero pensato loro a paortarla a Konoha, lei stava gia facendo del suo meglio; zigzagò per un paio d’ore nella foresta poi cominciò ad arrampicarsi per strdette di montagna. I ninja della pioggia la aspettavano sul lato oooposto della montagna.
Erano sei, ma ormai uno solo faceva la guardia mentre gli altri si riposavano, esploravano in
Dal canto suo Stella del mattino ormai con gli abiti asciutti ansimava sui sentieri pietrosi.
Era una buona camminatrice e non la spaventava certo un’escursione in montagna.
Camminava attentamente controllando dall’alto per trovare il villaggio della foglia. Sicuramente verso sera lo avrebbe raggiunto.
Camminava senza nascondosrsi, prima di tutto perché a parte radi cespugli il terreno era roccioso, secondo perché riuscendo finalmente a fcomporre i due sigilli che occorrevano al suo nijutsu era finalmente riuscita ad effettuare la ricerca.
Destra sinistra lato di qua e lato di là non aveva torvato traccia di chakara.
Dedusse quindi, di averli seminati grazie alle sue tattiche evasive.
Passarono i minuti trascorsero le ore e i ninja si resero conto che la principeessa doveva aver preso una strada secondaria o peggio averli preceduti a Konoha.
Si riunirono a consiglio decidendo sul da farsi.
Erano stati nformati sull’abilità della principessa guerriera, ma mai credevano che sarebbe riuscita a sfuggire alla loro sorveglianza.
Era stata abilissima ad occultarsi tanto che l’avevano praticamente persa.
Decisero per una strategia a ragnatela e si divisero in varie zone da controllasare rapidamente.
Non potevano perdere la principessa o avrebbero perso la lauta ricmpensa promessa dalla cliente
(continua)